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Domande e Risposte

DOMANDE RELATIVE AL CORSO DI COMPOSIZIONE ARCHITETTONICA 2 E PROGETTAZIONE GENERATIVA


(ogni studente puo' inserire le proprie domande ed anche rispondere alle domande di altri studenti, aprire un nuovo tema o continuare un discorso iniziato)

Domanda di uno studente (A.Fustinoni):

...mi sono accorto che nel processo di trasformazione dalla prima configurazione dell' esercitazione 1 a quella della 2, il primo concetto che avevo individuato e molto meno visibile dopo aver incrementato la forma di una nuova caratteristica...
ora la domanda e...
...visto che si parla di stratificazioni progressive e successive...l'inserimento di un nuovo "aggettivo" puo' rendere quello precedente meno riconoscibile visivamente, ma comunque riconoscibile nel suo processo logico? O la riconoscibilita deve restare solo nel codice di trasformazione?
Risposta (C.Soddu):
la riconoscibilita' di caratteristiche diverse e stratificate permane (o dovrebbe rimanere) come possibilita', da parte di ogni singolo possibile "utilizzatore" dell'architettura, di ritrovare la propria personale risposta come specchio di ogni soggettiva imprevedibile richiesta. La complessita' che si raggiunge attraverso successive stratificazioni di senso, di carattere e di funzionalita' costruisce l'infinito significato, puntuale risposta all'imprevedibile. Cosi' costruiamo la qualita' architettonica. Ma anche la riconoscibilita' di un'identita' di progettista, di una poetica.

I caratteri stratificati, quindi, dovrebbero venire alla luce a fronte di "imprevedibili" richieste soggettive.

Domanda di uno studente (A.Fustinoni):

allora...
nel processo generativo del mio progetto sono arrivato allo stadio di
inserimento ed incremento di complessita dato dal contatto fra le
regole della futura residenza, e fra i codici di trasformazione dello
spazio dove sto progettando...
ora...
premetto che ho scelto la Bahia di Santa Monica a Los Angeles(California)
la mia domanda e la segente:
il mio approccio e stato quello di inserire la struttura
logico-formale nello spazio per poi poter dar lougo a successive
generazioni che modifichino anche la struttura organizzativa dell'
ambiente naturale...
mi spiego meglio...ho individuato una caratteristica unica della
spiaggia, e molto generativa...guardando la riva, si vedono sempre
delle fusioni differenti ed uniche fra acqua e sabbia....e questo
codice di trasformazione voglio che ci sia nel mio progetto, anche perche rispecchia il paradigma iniziale sulla comunicazione...fra
uomini...fra naturale ed artificio...(questo poi lo chiariro meglio
sulla mia pagina...che sto facendo lentamente, perche mi sono accorto
che oltre alle immagini, le cose da dire non bastano mai).
ora le chiedo...
e possibile questo approccio che portera alle future 50 varianti,
anche diciamo nell' "INNESTO" della architettura al landscape, o devo
attenermi all' esecuzione delle 50 trasformazioni solo sull' "oggetto
architettonico" senza poterle operare anche sulla sua comunicazione
con lo spazio?
Risposta (C.Soddu):
le variazioni sono la comunicazione dell'idea, intesa come logica di
trasformare l'esistente, di tracciare la dinamica dal passato al futuro.
L'idea e' comunicata attraverso le molteplici possibili visioni: forme
uniche che sono come individui di una stessa specie. La specie e' l'idea,
ogni individuo e' una delle variazioni, come in Natura, come in Bach.
Non vedo quindi perche' limitarsi alle variazioni dell'evento architettonico
e non anche alle variazioni dei possibili assetti con il contesto essendo
direttamente parte del progetto. L'unica restrizione e' che tutte le
variazioni siano rappresentazioni possibili della stessa idea, della stessa
logica adottatta per definire il possibile partendo dall'esistente. Se

cambiasse l'idea non si tratterebbe di variazioni ma di una nuovo progetto.

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