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Esercitazione 11Marzo Michelangelo

Biblioteca Laurenziana, Michelangelo

impressioni di Giamei Pietro


Ad un primo sguardo vengo colpito dall’equilibrio e dalla solidità della struttura che nonostante la notevole massa, riesce a darmi una sensazione di equilibrio ed eleganza, sensazioni che con facilità associo al benessere donato dalla cultura come da un buon libro, immagino non a caso vista la funzione dell’opera.
Dopo una breve analisi però l’impressione statica di solido equilibrio, lascia spazio a una sensazione di dinamico fluire datomi dalla forme con cui l’artista ha modellato la scalinata centrale, la forma curva di ogni pedata mi ricorda un fiume che scorre dall’interno all’esterno dalla biblioteca, fiume fatto di quella conoscenza che solo poche altre biblioteche del periodo potevano probabilmente racchiudere.

(provo a rapportarlo alla scala della nostra ultima esercitazione)

La forza che sento sprigionare dall’opera è a parer mio frutto delle definizioni di funzione date alla scala dal Michelangelo.
Scala che supera la funzione di semplice passaggio e diventa opera d’arte a se stante e piena di significati, espressione diretta che anticipa ciò a cui conduce

Petra Fioravanti 718420 13/03/09

Fluire armonico di energia.


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Sergi Daniele 718034
Analisi della scala tripartita di Michelangelo :

La scala Tripartita che Michelangelo Buonarroti usa nella biblioteca Medicea Laurenziana da una sensazione di profondità alla stessa biblioteca che la ospita. La sua organizzazione e la sua forma, disegnata volutamente fuori scala rispetto all’ambiente circostante, è come un invito all’interno della stessa biblioteca, sviluppatasi per lo più lungo l’orizzontale utilizzando una proporzione tra le parti della scala assolutamente perfette.

Confronto:
Rispetto alla nostra scala, presa in esame durante l’esercitazione, possiamo osservare come, quella di Michelangelo fa come da fulcro all’edificio stesso, diventando l’elemento simbolico della biblioteca stessa. La funzione di “scala” viene messa da parte rispetto alla funzione “architettonica” che prevale nettamente. Nella nostra esercitazione invece possiamo invece osservare come, la scala presenti più un vero elemento di “connessione” tra le parti, arrivando addirittura ad una modifica dell’aspetto dell’edificio stesso.


Tommaso Cordone : 702756


La scala in questione è un tipico esempio di stile barocco. partendo da questa affermazione, posso tranquillamente dire che a me, osservatore,da una sensazione di superfluo, ossia di un qualcosa eccessivamente decorato e inutilmente osannato. E' si un'opera di grande prestigio però, appunto, trasmette come una sensazione di perdita della sua utilità.. rende quasi l'atto del "calpestarla" un atto "impuro".. d'altro canto, trasmette anche una sensazione di prezioso, uno squisito varco che collega due ambienti altrettanto preziosi.. come il filo che lega le perle di una collana...
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Denise Costa 718763


In un primo impatto la scala nella sua complessità mi da un senso di solidità, ma al contempo l’utilizzo della forma ellissoidale della parte centrale e della forma regolare del parallelepipedo nelle due scale minori laterali imprimono in me un senso di regolarità, di razionalità, di proporzionalità e di dinamicità. Inoltre la sua posizione nella stanza, che al suo confronto sembra piccola e vuota, mi da l’impressione di maestosità.

Image

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Colombo Anna 716143

Personalmente la scala di Michelangelo mi dà un senso di perfezione assoluta, mista a continuo movimento incessante. Si rimane sbalorditi di fronte all’opera per la sua monumentalità.
Se devo rapportarla alla mia scala trovo una somiglianza nel movimento; niente è fermo, nemmeno nella semplicità della scala da me rappresentata.

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Brembilla Eleonora 717870

La scala di Michelangelo sembra venirmi incontro con la sua dinamicità e il suo slancio in avanti. Con la sua imponenza mi trasmette un senso di solidità, ma allo stesso tempo di smarrimento, di confusione. La sproporzione tra la sua monumentalità e le dimensioni ridotte dell’ambiente che la ospita mi disorientano e stravolgono il mio normale senso della proporzione.
In questo aspetto la posso collegare alla mia scala, formata da molte rampe disposte in più direzioni, che portano in più luoghi ma allo stesso tempo da nessuna parte, che sono elementari nella forma ma non interamente percepibili da un solo punto di vista.

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De Core Emanuele Francesco 717679

L’opera suscita ad un primo sguardo una sensazione di armonia caratterizzata dalla mescolanza di linee dure e morbide.
Avvicinandomi, invece, e guardandola in particolare l’armonia lascia spazio ad una duplice impressione, quella di sicurezza e stabilità scaturita dalle due rampe laterali caratterizzate da linee nette e forti. Al contrario la parte centrale, con le sue curve affusolate che si ripetono anche nel tratto finale, mi danno una percezione di movimento alla quale sono associati anche sentimenti di angoscia e timore che mi portano ad una sorta di “mancanza” e ad un senso addirittura di vertigine scaturito, forse, dalla continua ricerca di un punto focale a cui riferirmi.


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Luigi Erbacci 718134

La scalinata michelangiolesca ha nel rapporto dialettico che riesco a cogliere, una serie di relazioni, più o meno marcate, sia con l'obiettivo preposto alla realizzazione dell'elaborato inerente la prima esercitazione, sia con il fine da me sottolineato dell'oggetto scala: di quest'ultima è fondamentale ribadire la mia posizione attraverso quella che ritengo essere la parola più confacente, in merito alla definizione di uno scopo primo e determinante i successivi mutamenti, nonché dell'intero mio operare. Questa parola è decristallizzazione. Così come il posizionamento della scala all'interno del primo elaborato, esile, semplice e quasi imbarazzante per la sua linearità, ha creato un punto di non ritorno rispetto all'appena citata posizione evolutiva; allo stesso modo ha ulteriormente gettato le basi per quella che io rinominerei, in maniera notevolmente eraclitea, “poetica del divenire”. Segnando un punto di rottura, con l'intento di migliorare e non di peggiorare, di crescere e non di regredire, la funzione della disposizione della scala frapposta ai due elementi appositamente separati, risulta essere chiave di lettura non solo della mia elementare operazione progettuale, ma anche dell'eccelso e sublime esperimento michelangiolesco della scalinata all'interno della biblioteca medicea. Arrivando a essa, che come una marea, crea un moto progressivo e dinamico, voglio elencare di seguito quelle che mi sembrano essere i caratteri più fortemente caratterizzanti la stessa dal mio punto di vista, ossia ciò che essa mi ha suggerito in una sua lettura più attenta:
 direzionalità, indicazione e percorso: tre caratteri affini che riguardano la sua dinamicità ma anche il suo legame forte e intrinseco con lo scopo che la scala stessa possiede
 supporto, sostegno e spinta: altri caratteri che determinano la funzione più metafisica e sottesa, nonché celata dall'aspetto massiccio. Sebbene sembri cosi pesante e fissa, a mio avviso rispecchia un attenta ricerca di slancio (si potrebbe definire meta architettura??)
 incastro, aggiunta ed esplosione: peculiarità che mi sono arrivate dalla così accentuata e sfolgorante vivacità con la quale si passa attraverso locazioni interne così definite e rigide.
Una sorta di rottura, insomma. E se di decristallizzazione sarebbe forse eccessivo parlare, perchè il mezzo attraverso cui Michelangelo vuole sperimentare e rinnovare non è certo dei più rivoluzionari, ci tengo comunque particolarmente a sottolineare che quello che sto sperimentando all'interno dell'insieme di progetti del corso, è la tendenza innata alla deframmentazione di ciò che è fisso e predeterminato, in un'ottica di miglioramento in crescendo. Utilizzando sempre i grandi esempi del passato per rintracciare nel passato idee e stimoli da poter collocare nel mio presente.

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Agudio Francesca 719084

La scala mi da un senso di imponenza, eleganza e maestosità. Tutto sembra ruotare attorno ad essa. A prima impressione però mi genera anche un senso di angoscia ed inquietudine forse anche per le sue forme incombenti, decise, particolari e varie.

L’unico elemento di confronto e rapporto con la scala da me creata è la varianza delle forme: in entrambe le scale sono riconoscibile linee rette accostate a linee curve.

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Pamela Costanzo 718781

Questa scala mi trasmette delle impressioni chiare e immediate, preferisco esporle sintetizzandole in sei aggettivi: magnifica, regale, perfetta, impressionante, simmetrica e sproporzionata rispetto al contesto.

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Bianchi Andrea 718555

Questa è una scala molto complessa, che mi trasmette un senso di sinuosità nella parte centrale a causa dei gradine cuvi.
Le due scale laterali invece sono per me semplici e ordinate; queste si contrappongono alla scala centrale che è molto più complesa.

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Ratti Giorgio 716108


Questa scala mi ricorda l’IMPETO dell’acqua di una cascata che uscendo da uno spazio vasto inonda e irrompe un altro angusto sconvolgendolo ma con armonia, infatti grazie alle proporzioni e a tutte le accortezze di Michelangelo la scala rimane PERFETTA nonostante il fuori scala.

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Firino Roberta 719704

Inizialmente vedendo alcune fotografie frontali della scala che si presentavano piuttosto scure ho provato un senso di inquietudine, ciò probabilmente a causa dei colori piuttosto freddi; poi osservandone delle altre ho pensato che nonostante la sua maestosità ed imponenza, questa scala mi trasmette un senso di instabilità, infatti è come se i gradini non fossero fissati fra loro, bensì liberi di muoversi, scorrendo gli uni sugli altri.

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Rigoli Flavia 719685

L’impressione che mi suscita la scala di Michelangelo è di grande linearità e omogeneità,poiché, nonostante vi sia un accostamento apparentemente forzato di tre scale l’una all’altra, è rispettata una sequenza logica e organica.
Inoltre,nonostante sia un elemento massiccio nel complesso, conferisce all’osservatore una sensazione di leggerezza dovuta appunto alla sua evidente organicità.

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Canclini Elia 719301

La prima sensazione suscitatami dalla visione della scala è stata la calma, data dalla presenza di più opportunità di salita: il passaggio non univoco lascia libertà di decisione nel intraprendere l’ascesa e qualunque sia l’imbocco non c’è possibilità di sbaglio.
Lasciandomi poi guidare dalle linee spaziali di una visione più angolata del luogo colgo l’accoppiamento di figure rigide e plastiche come un denso e dosato equilibrio di messaggi che m’invoglia ad avvicinarmi per colmare la curiosità del dettaglio.

Segarini Paolo 716605

La maestosità è ciò che caratterizza questa scala. Calma e tranquillità si oppongono a questa prima impressione. Queste ultime due sensazioni vengono generate dalle linee curvilinee degli scalini. Vista nell’insieme appare un po’ sproporzionata: una scala enorme per uno spazio così piccolo.
Nella scala che ho progettato ho ripreso i gradini curvilinei, anche se la scala è a chiocciola, al contrario di quella michelangiolesca.

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Fustinoni Alessandro 716944
la scal a di Michelangelo:
Itegrata con il resto dello spazio, permette a chi la percorre di vedere gradualmente dove sta arrivando. armonica e non protagonista

la mia scala:

proietta lo sguardo verso il cielo, si prende un volume solo per se stessa. ha un rapporto sconvolgente con chi entra e la percorre. disorienta. attira l' attenzione su se stessa.

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Cantone Rita 714098

L’opera trasmette eleganza e maestosità. La perfetta simmetria tra le parti dà un senso di sicurezza e staticità unito armoniosamente all’elemento centrale meno rigido nella forma, più leggero, fluido e dinamico.

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Checchin Jessica 714373

Scala della Biblioteca Laurenziana
L'imponente scala, con la sua struttura tripartita, è molto armoniosa e visivamente equilibrata. Sembra prendere ispirazione dalle forme geometriche della natura, in particolare delle foglie e dell'acqua. La parte centrale con i suoi gradini ellittici mima perfettamente le increspature dell'acqua. Le linee visive di forza della struttura portano l'occhio a percepire un movimento verso l'alto, proprio come in una cascata sottosopra, gli oggetti, ovvero le singole unità che compongono il monumento, sembrano assumere forza e velocità verso l'alto (effetto dato dal variare del numero e della distanza dei gradini). Le parti laterali accompagnano quella centrale delicatamente, qui i gradini sono posti sempre alla stessa distanza donando alla struttura un movimento molto fluido. Prese insieme tutte e tre le parti avremo un mix di cambiamenti di velocità e forma che rendono possibile il raggiungimento di un equilibrio saldo ed armonico.

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Comi Marta 717795

Impressioni sulla Scala della Biblioteca Laurenziana
L’osservazione della scala mi ha portato alla conclusione che essa non funge solamente da servizio, ma si identifica come una vera e propria opera d’arte scultorea. Mi dà un senso di imponenza, ma allo stesso tempo mi trasmette delicatezza e armonia, data dalla sua fluidità come acqua o lava di vulcano che discende dall’alto verso il basso. Le sue linee sono morbide e vi è coesione con la stanza, ma anche sproporzione per la sua grandezza.


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Sonzogni Flavia 716030

La visione della scala di Michelangelo mi suscita sensazioni di equilibrio, razionalità, ordine e di una certa rigidità, anche se leggermente ammorbidita dalle linee curve della rampa centrale.
La scala da me disegnata sembra confermare l’impressione di schematismo e presenta un tentativo di alleggerimento della rigidità mediante l’utilizzo di gradini arrotondati.

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Colombini Federica 704538

L’elemento mi trasmette un senso di grande imponenza e regalità. Mi da un’impressione di solidità e stabilità. Abbandonandomi alla fantasia trovo che si possa paragonare a una colata di lava fluida che scende sulle rocce, morbidamente ma inesorabilmente….
Il materiale utilizzato, secondo me, accresce l’eleganza e aumenta la sensazione di lusso.

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Giarrusso Rosaria 707203

Senso di maestosità, raffinatezza, grande classe ed eleganza, dà l’impressione di una colata di un qualsiasi liquido abbastanza denso da poter creare queste forme così armoniche.

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Dibari Maria Teresa 718288

Le linee curve della rampa centrale trasmettono un senso di caduta, scivolamento del materiale, che al contempo si scontrano con le linee, o meglio, figure geometriche euclidee, ma che portano tutte allo stesso punto. Secondo me Michelangelo con quest’opera ha voluto far sì che l’individuo ai piedi della scala avesse come la sensazione di essere invaso da ciò che andrà ad incontrare all’interno, dato non solo da quello sopra detto, ma anche dalla maestosità di tale scala.

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Mercadante Mariateresa 719779

All’ interno della Biblioteca Medicea Laurenziana la scala mi sembra cada giù in una cascata che si dirama giù in tre direzioni. Essa accoglie in questo modo il visitatore attraverso tutto l’ampio spazio che la circonda. A causa della realizzazione in pietra e delle curve dei gradini, discende liquida sul pavimento. Questi ultimi si lasciano andare senza restrizioni ma sempre con estrema eleganza e raffinatezza a sottolineare il luogo a cui stanno per immettere. Nonostante il progetto sia stato volutamente non in scala, essa appare in armonia con il contesto senza lasciare alla percezione di alcuna nota stonata nell’insieme. Dunque ci troviamo di fronte ad un elemento funzionale che conferisce all’intero complesso il concetto di esteriorità e dunque di natura; l’ambiente esterno entra a far parte dell’intero complesso artificiale non irrompendo bruscamente ma con dolci movimenti sinuosi. Sta proprio in quest’ultimo punto secondo me l’affinità con la scala del nostro piccolo progetto: essa assolve alla sua funzione pur restando in armonia con la realtà artificiale nella sua totalità anche se incorporando l’ambiente esterno che la circonda.


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