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Primo_Ricordo

"La geometria è il linguaggio della mente"

Descrivere le possibili relazioni tra il primo ricordo ed i risultati del primo processo generativo:

1) Come sono correlati?

2) Sono coerenti?

3) La visione del ricordo è cambiata dopo l'esperienza progettuale?




1)Come sono correlati? Sono correlati attraverso gli aggettivi che rappresentano le sensazioni del ricordo. Il risultato ha mantenuto un aspetto giocoso e movimentato nella sua forma che rispecchia il mio ricordo.
2)Sono coerenti? Si sviluppano nello stesso schema radiale con eventi disconnessi.
3)La visione del ricordo è cambiata dopo l'esperienza progettuale? Dopo il processo di aver immaginato il ricordo da diversi punti di vista sembra essere diventato più definito e dettagliato. (Clara Stucchi)

1) Sono correlati dagli aggettivi. Le sensazioni del ricordo si sono trasformate in aggettivi.
2) Si sono coerenti perchè tra lo schema del ricordo visto dall' alto e il progetto c'è uno stretto legame e ordine. Ciò che
occupa una posizione nello schema la occupa anche nel progetto.
3) No, la visione del ricordo non è cambiata perchè un ricordo così lontano nel tempo è troppo radicato nella mente per essere cambiato
da un' esperienza progettuale.( Michael Quarenghi )

1)Sicuramente le possibili relazioni tra il mio primo ricordo ed il mio primo risultato del primo generativo è stato un conflitto tra me e me, soprattutto nella messa su cartaccia. Certamente sono correlati nel senso che questa relazione mi ha seguito duranti tutti i miei processi generativi.
2) Magari non, perché se dovessi rifare lo stesso progetto ora, le relazioni cambierebbero al secondo del ricordo che riesco a mettere su carta.
3) Non, ma un eventuale descrizione del primo ricordo non si assomiglierà al primo progetto. (SOH TELA )

1) Attraverso la definizione del paradigma indiziario
2) In un certo modo si. Diciamo che il primo ricordo è stata la base di partenza per lo sviluppo del progetto
3) è mutato il modo di vederlo, secondo una diversa prospettiva
Alessio Ravasio

Camille Vincent

1) Il primo ricordo e i risultati dal primo processo generativo sono correlati grazie al punto di vista e alla direzione.
2) Sono coerenti nel sistema globale del “primo ricordo”
3) Si, la visione è cambiata dopo l’esperienza progettuale, e fa adesso parte di un processo più cosciente

1) La relazione che intercorre tra il mio primo ricordo e il mio primo processo generativo è incentrata sull'importanza dell'affetto. Sia il mio primo ricordo che il mio primo processo generativo sono stati caratterizzati da un forte senso di protezione;
2) In parte il mio primo ricordo risulta essere coerente con il primo processo generativo perchè, per me, il ricordo, ha rappresentato una sorta di imput da cui partire, quindi ho ritrovato dei tratti, delle sensazioni, delle emozioni, che avevano caratterizzato anche il mio primo ricordo;
3) A seguito dell'esperienza progettuale la mia visione del ricordo non è rimasta del tutto inalterata: dal punto di vista emozionale il primo ricordo non ha subito mutamenti, mentre l'aspetto descrittivo sì. Disegnando il mio primo ricordo dopo l'esperienza progettuale avrei rappresentato il ricordo con una variazione del punto di vista usato inizialmente.
(Federica Santoli)
Gabriele Zanotti:
1- nel risultato del processo generativo è possibile riconoschere uno schema, che richiama quello del primo ricordo, anche se il contenuto ovviamente è diverso.
2- sono coerenti come lo sono individui diversi appartenenti ad una stessa specie, cioè presentano differenze ma ciò che li caratterizza e che permetter di riconoscerli è la stessa logica.
3- la visione del ricordo non è cambiata, ma è diventata più completa in quanto ora è possibile controllare il ricordo avendo consapevolezza del punto di vista che caratterizzava la prima immagine del ricordo.
Il primo ricordo ed i risultati del primo processo generativo sono correlati in quanto il secondo è stato in un certo senso generato dal primo, quale punto di partenza. Possono essere visti come coerenti, se si considera che entrambi hanno preso avvio dal nostro "io", e quindi inevitabilmente c'è un collegamento, pur se non stretto. La visione del ricordo per quanto mi riguarda è rimasta invariata dopo l'esperienza progettuale. (Anna Stringile)
1) Il primo ricordo si posiziona come il primo passo del nostro percorso progettuale, con una funzione di catalizzatore dell'intero sviluppo. Da esso vengono addotti gli elementi di trasformazione progettuale.

2) Credo sia importante distinguere, poichè tutto il nostro primo progetto generativo parte dal ricordo, quindi si definisce un rapporto coerente fra gli stessi, ma il ricordo avrebbe potuto esser sostituito da un altro catalizzatore, non appartenente alla memoria, ma per esempio, al mondo dell'arte.
Quindi nel caso specifico del primo progetto si sviluppa un rapporto coerente, ma nel campo generale del processo generativo ciö viene meno.

3) La visione si fortifica, poichè è stata accompagnata da numerose riflessioni, dato il suo ruolo centrale nel nostro primo processo generativo. Da impressione sfuocata che si muove negli innumerevoli ricordi, ora è messa a fuoco, e si mostra in ogni suo particolare. Roberto_Rocco_Rizzo

1) Il primo ricordo e il primo processo generativo sono correlati nel momento
in cui il primo funge da partenza significativa del secondo.
Il primo processo generativo nasce anche grazie al ricordo d'infanzia
e ha possibilità di sviluppo grazie ad esso.

2) Si, sono coerenti perchè nel ricordo abbiamo stabilito una direzione che
si è mantenuta costante per tutto il processo generativo.

3) si, è cambiata, poichè abbiamo dovuto procedere attraverso un lavoro di "estraneazione"
per poter stabilire una direzione del ricordo stesso ed automaticamente abbiamo modificato
la visione del nostro primo ricordo.Roberta Rovida

Sgai Federico:
1- Sono correlati perchè dal primo ricordo è stato addotto il paradigma indiziario, punto di inizio del processo generativo. Quindi tutti e due seguono lo stesso schema iniziale, dal quale con varie trasformazioni è stato prodotto il primo progetto.
2- Sono coerenti dato che dopo che abbiamo stabilito il punto di vista del nostro ricordo abbiamo definito una direzione, in modo da poter ricondurre tutto il nostro processo generativo al primo ricordo, danto una forte soggettività e personalità al progetto.
3- Si, è cambiata perchè prima non pensavo al ricordo come un punto iniziale da cui partire per iniziare un progetto e soprattutto non immaginavo che lo schema del ricordo potesse essere riconducibile ad uno schema progettuale e che le caratteristiche di quest'ultimo potessero essere individuabili così facilmente all'interno di un progetto.

Marta Recagni:
1)il sistema di relazioni è lo stesso;
2) sì, perchè ho riproposto nel progetto gli stessi concetti che ho riconosciuto schematizzando il ricordo;
3) non è propriamente cambiata, ma sicuramente si è approfondita perchè ho schematizzato il ricordo secondo un punto di vista.

Nicola Silvi:

1) Il primo ricordo è correlato al primo processo generativo in quanto l'evoluzione del primo progetto è in stretta simbiosi con l'interpretazione del ricordo.

2) I due elementi sono coerenti, poichè il progetto presenta la stessa organizzazione del mio ricordo. Ritrovo forti similitudini tra le relazioni presenti negli eventi del progetto con quelle presenti negli eventi del ricordo.

3) La visione del ricordo non è cambiata dopo l'esperienza generativa, bensì si è evoluta. Questo grazie all'introduzioni di strumenti che mi hanno permesso di incrementare la visione del ricordo (quali direzione, verso, vista dall'alto).



"Il primo ricordo e la prima esperienza progettuale che ho avuto in questo corso sono in stretta correlazione fra di loro, in quanto proprio partendo dal primo ricordo sono stato in grado di: individuare un punto di vista che poi ho "traslato" nella "direzione" negli edifici costruiti; individuare una "gerarchia degli eventi" che mi ha poi permesso di sottilineare le parti più importanti delle strutture che sono andato a creare nei miei progetti; addurre i primi aggettivi che poi ho utilizzato per creare le regole di trasformazione. Posso dire in analisi che dalla mia prima rappresentazione della realtà sono riuscito a "generare" un qualcosa che è molto distante quanto vicino allo stesso: edifici. Quindi la coerenza fra "ricordo-progetto" è assolutamente chiara, anche se potrebbe sembrare poco evidente. La visione del ricordo è (ovviamente) cambiata dopo l'esperienza progettuale, in quanto esso si è "evoluto" in maniera dinamica, mentre prima era "solamente" un'immagine statica e "stampata" della mia mente". (Davide Zizolfi)


Laura Valsecchi:

1)Il primo ricordo e i risultati del primo processo progettuale sono correlati attraverso il legame concettuale sotteso a tutti i passaggi logici che è il paradigma indiziario. Tale paradigma deriva infatti da uno spostamento di punto di vista all’interno della rielaborazione del ricordo. Si genera così uno schema sintetico che, nella mia mente, riconduce direttamente al ricordo. Così nel risultato progettuale posso ancora individuare le direzioni, il punto di vista e la configurazione dello schema, che si correla al ricordo, anche se in modo subliminale.

2).Ricordo e risultato progettuale sono coerenti in quanto derivano l’uno dall’altro attraverso una serie di trasformazioni e da successivi incrementi di complessità. Allo stesso tempo il ricordo e il risultato progettuale sono entità distinte in quanto, mentre il ricordo è oggetto passivo di un’indagine della mente, il processo progettuale è intrinsecamente attivo e nasce dalla rielaborazione di un ente statico, il catalizzatore. Mentre il risultato progettuale è in continua trasformazione ed evoluzione, il ricordo è un semplice strumento.

3) La visione del primo ricordo, dopo la riflessione e la rielaborazione messe in atto ai fini del processo generativo, è divenuta più chiara e nitida. All’inizio il ricordo era vago e sfumato, e, durante il lavoro svolto su di esso, nuovi particolari e nuove sensazioni sono tornate alla mente, creando un ricordo vivido ma sempre rispondente alla sua prima identità.

1) Sono correlati dal fatto che dal primo ricordo sono stati addotti gli aggettivi di trasformazione che hanno portato al nostro risultato
2) Sono coerenti in quanto si è definito, nel ricordo, una determinata direzione
3) La visione del mio ricordo è rafforzata nella mia mente, grazie alle numerose riflessioni e ai cambiamenti del punto di vista
(Radice Lorenzo)

Giuseppe Tucci
1) Il primo ricordo svolge il ruolo di punto di partenza del processo generativo in quanto costituisce il catalizzatore iniziale ed è importante perchè collega il mondo dell'immaginifico della mia infanzia con quello attuale più legato alla razionalità
2) Si sono coerenti perchè il ricordo non è stato solo il punto di partenza del primo processo generativo ma è stato tenuto anche in considerazione durante l'evoluzione dello stesso
3) Si, è cambiata , ho una visione diversa del ricordo, riesco a vederlo da più punti di vista, ad averne una visione più completa e profonda.

ALESSANDRO_RUFFONI

"La geometria è il linguaggio della mente"

DESCRIVERE LE POSSIBILI RELAZIONI TRA IL PRIMO RICORDO ED I RISULTATI DEL PRIMO PROCESSO GENERATIVO:

1) Come sono correlati? Il primo ricordo e i risultati del primo processo generativo sono correlati dagli aggettivi addotti

dai catalizzatori che definiscono il modo con cui gli eventi che compongono il progetto si definiscono ed il modo in cui si

collegano tra di loro. Altro collegamento sono il punto di vista e la direzione individuati nel ricordo.

2) Sono coerenti? Il primo ricordo è coerente col risultato del primo processo ma fino ad un certo punto, nel senso che non

si riesce e rivedere nel risultato quella che era la struttura del ricordo, perchè a seguito delle progressive

trasformazioni la struttura del ricordo è andata via via sparendo. Il ricordo è però coerente col risultato per quanto

riguarda gli aggettivi assegnati ai vari eventi che lo compongono. Per questo mi sento di dire che il ricordo sia coerente

con il risultato finale molto più di quanto non appaia ad una prima analisi superficiale. Il ricordo penso sia il

catalizzatore per eccellenza, il catalizzatore che più da spazio alla creatività individuale perchè è nostro, non creato da

altri e da cui noi prendiamo spunto. Il ricordo crea un filo diretto tra la nostra personalità e le nostre peculiarità e il

risultato del processo generativo.

3) La visione del ricordo è cambiata dopo l'esperienza progettuale? Ovviamente si, rievocare il ricordo e utilizzarlo per

generare un progetto ha sicuramente arricchito il ricordo di molte sfacettature che in un'operazione di ricordo disattenta

e abitudinaria non emergevano. Non si è trattato di una semplice operazione di richiamo alla memoria, bensì il ricordo è

stato reso reale, quasi tangibile. Il ricordo è stato reso dinamico, non più una semplice immagine presente nella mia

meoria è destinata a restarci, il ricordo è stato reso vivo, reale, in continua evoluzione e trasformazione.




1) Il mio primo ricordo (una via di un paese sul mare) è fortemente correlato al primo processo generativo da me realizzato in quanto dal primo ho estrapolato diversi aggettivi e caratteristiche che ho attribuito al processo generativo. Gli aggettivi utilizzati caratterizzano fortemente l'architettura e ne modella di conseguenza gli spazi secondo la logica addotta dal ricordo. Il processo generativo inoltre, mantiene la stessa direzionalità dettata dal ricordo.

2) Proprio per i motivi espressi nel punto uno, le due cose sono fortemente coerenti in quanto si basano su uno stesso schema costruttivo. Il ricordo ha dato l'imput per la creazione del processo generativo, quindi non potrebbero non essere coerenti fra loro.

3) Il ricordo dopo il processo generativo è rimasto inalterato perchè non potrebbe essere rappresentato meglio da un'esperienza progettuale. Non riuscirei ad aggiungere dettagli al ricordo, proprio perchè se sono stati dimenticati non avevano e continuano a non avere la stessa importanza delle cose riportate. Però grazie all'esperienza progettuale, riesco a definire una schema preciso degli spazi del ricordo, riesco ad addurre cose che possono essermi utili per le esperienze progettuali in quanto fanno parte del mio vissuto e del mio modo di vedere gli spazi.

(Jennifer Tirelli)




1) Sono correlati, perché senza il ricordo il progetto non avrebbe preso la forma che ha preso
2) Non sono coerenti perché viaggiano comunque su due piani diversi
3) Si, si è modificato; ha acquistato delle nuove sfumature.
(Alice Ripamonti)

1)L'impressione del primo ricordo e i risultati del primo processo generativo sono correlati
in quanto io ho cercato di produrre dall'espressione formale derivante dal ricordo
spazi e relazioni a cui ho associato gli aggettivi per avere come risultato finale
il progetto stesso.
2)Sono coerenti poichè l'espressione derivante dall'impressione del ricordo deve essere
il primo passaggio logico che porta al progetto.
3)No perchè la visione del ricordo è soggettiva e dipende solo da colui che la evoca
(Tenca Stefano)


Tavola Gianmarco

Il primo ricordo è probabilmente da considerarsi il catalizzatore più “vero” e più adatto al processo generativo; infatti, a differenza di altri catalizzatori, il primo ricordo è quello dotato di maggior soggettività e legato ad eventi fortemente emotivi, o meglio, all’approccio emotivo per eccellenza, cioè l’infanzia. Inoltre è proprio l’infanzia il periodo e la condizione in cui, paradossalmente, si è più in grado di riconoscere ed esprimere in maniera semplice e pura l’interpretazione di una propria impressione. Se da una parte i catalizzatori sono stati scelti prendendo a riferimento immagini, musiche, simbolici ecc., dall’altra il pensiero del primo ricordo appare immune da un qualsiasi pregiudizio o sistema o struttura che si tende ad assumere nel corso della vita e con i quali si impara, nel bene o nel male, a filtrare le informazioni e persino le proprie impressioni.
Altra peculiarità del ricordo nei confronti degli altri catalizzatori è il fatto che, esattamente per il suo vigore e la sua immediatezza, sviluppa un rapporto più che coerente con i risultati del processo generativo nei vari passaggi di trasformazione. È come se nel processo generativo, che parte dal ricordo, non avessimo più il problema di mantenere una coerenza dal principio agli sviluppi finali, essendo ormai l’intero processo diventato un qualcosa di personale e inscindibile nella nostra mente.
Secondo questa osservazione si potrebbe però pensare che il ricordo stesso, o meglio, la sua immagine possa venire distorta o trasformata, visto che il momento in cui si attua il processo di ricordare è la vita adulta, e dunque non più immune dalle influenze sopra citate. In realtà il ricordo non può che beneficare di questo interessamento: non si fa altro che rivivere e riportare alla luce le emozioni e i sentimenti che, seppur momentaneamente dimenticate, sono come congelate e conservate nel ricordo.

1) Sono correlati dal punto di vista, ho progettato il kindergarten su misura dei bambini e i punti di vista sono, proprio come nel ricordo, ad altezza bambino.
2) Sì, perchè in entrambi vi è uno scambio in cui sono i bambini a ricevere. Nel ricordo la donatrice è mia mamma e l’oggetto in questione è la caramella mentre nel progetto il kindergarten esalta un pezzo di natura e lo trasforma in maniera da metterlo a disposizione dei bambini.
3) Sì, prima ritenevo la caramella al centro di tutto mentre adesso ritengo più importante la mano che è il mezzo mediante cui arrivo al fine.
Luca Valli
DAMIR TREZNER:
1)sono correlati attraverso gli aggettivi. infatti le forme e le sensazioni scaturite dal mio primo ricordo hanno portato all'individuazione degli aggettivi del mio processo generativo. infatti le forme della moschea e del grattacielo che vedevo attraverso la finestra mi conferivano un senso di dinamicità e distensione identificando cosi in queste due sensazioni 2 dei miei aggettivi. dunque il mio primo ricordo ha avuto funzione di catalizzatore per il mio progetto
2)sono coerenti nel senso che avendo il primo ricordo funzione di catalizzatore si stabilisce congruenza e razionalità tra quelli che sono gli aggettivi del ricordo e quelli del progetto
3)la visione del ricordo non è cambiata. se qualcuno mi chiedesse di figurare di nuovo nella mia mente tale ricordo, la visione di questo rimarrebbe sempre la stessa. la prima esercitazione ha portato comunque nuove sfumature nuovi aggettivi e particolari grazie al cambiamento del punto di vista.



Simone Rotta
Descrivere le possibili relazioni tra il primo ricordo ed i risultati del primo processo generativo
1) Ho provato a raccontare l'emozione, l'occasione e il momento del ricordo attraverso tre aggettivi che sono poi diventati gli obiettivi del mio progetto. Scegliendo una direzione, ho messo i tre aggettivi in un ordine voluto, così da rendere più chiaro il mio ricordo: come conseguenza, anche il progetto ha trovato un ordine logico.
2) La visualizzione dall'alto del mio ricordo, intesa come arificio puro, e l'aggiunta in essa dei tre aggettivi, disposti con un ordine logico, mi ha permesso di produrre maggiore chiarezza all'interno del progetto. Ho cercato di raccontare con i tre aggettivi le emozioni del ricordo e di caratterizzare gli ambienti e i momenti del progetto con gli stessi obiettivi.
3) Dopo l'esperienza progettuale la visione del ricordo è cambiata in termini di qualità: esso è più chiaro, più completo: più ordinato, sempre ammesso che si possa dare un ordine alle emozioni.


Andrea Valsecchi 747354

Partendo da ciò che per me è il primo ricordo ho cercato, delineando uno schema, di studiarne e capirne le logiche di memorizzazione formale.
Un palcoscenico, una scenografia, un attore ed un unico spettatore. Tutto rigorosamente immerso in un profondo silenzio quasi religioso.
Qualsiasi posizione assunta da quell’unico osservatore nella platea ha come unico riferimento il solitario personaggio che si trova al centro del palcoscenico. Quello che sta dietro è semplice scenografia.
Nel mio Kinderganden, tutte le aperture all’interno degli ambienti hanno come riferimento la vista di un grande albero posto al centro del giardino che si trova nel mezzo della struttura semicircolare dell’asilo.
La coerenza tra l’immagine del ricordo e la materializzazione di un ragionamento scaturita dallo studio di questa è forte. L’attore solitario e cupo diventa l’albero multiforme irradiato dai raggi solari, la platea buia e silenziosa si materializza nell’edificio animato dagli schiamazzi dei bambini, infine lo spettatore introverso si trasforma in una classe di allegri e spensierati bambini liberi di giocare. Come già sottolineato prima quello che sta attorno è semplice scenografia.
Il ricordo è stato un momento di grande riflessione per molto tempo e questa esperienza progettuale non ha cambiato la visione di quel momento. Quello che è cambiato o meglio, quello che ho capito meglio è che è possibile superare le difficoltà e partire delle proprie debolezze per creare qualcosa di bello per gli altri.

1. Il primo ricordo e i risultati del processo generativo sono correlati tra loro da una forte relazione; poiché il primo ricordo nasce dal cercare di rivivere le sensazioni provate, in un particolare momento che è rimasto impresso nella nostra memoria, proprio la ricerca e lo sviluppo di queste sensazione sono state il punto di partenza per il processo generativo, da qui sono iniziate le logiche di trasformazione che hanno portato al risultato finale.
2. Nonostante il ricordo sia stato alla base del processo generativo questo non implica la coerenza fra loro. Il ricordo mi ha permesso di trovare delle relazioni topologiche per il il mio progetto ma alla fine non si riesce ad identificare l’immagine del ricordo all’interno del progetto, esso diviene un catalizzatore da cui adduco i caratteri che potrò utilizzare nel mio processo generativo.
3.Si, la visione del mio ricordo è cambiata nonostante le sensazioni siano rimaste uguali, adesso riesco a vedere il mio ricordo da un punto di vista esterno, riesco ad avere una visione più completa di quel preciso momento. (Claudia Rizzo)


1)La rielaborazione del primo ricordo con il punto di vista dall'alto ha influenzato molto il progetto.
inquanto gli obiettivi progettuali sono emersi da questo nuovo punto di vista.
2)Penso che per me possono essere coerenti e legati, soprattutto dalle matrici, e che per qualcun altro possano non esserelo dato che solo chi ha vissuto il ricordo ne può cogliere le connessioni.
3)è cambiata quando abbiamo rivissuto il ricordo con un diverso punto di vista. questo mi ha permesso di analizzare il ricordo che non è più soltanto un accumulo di emozioni e percezioni visive (Beatrice Mussinelli)


"...Ora, le linee del mio ritratto non si disperdono, benché cambino e si diversifichino. Il mondo non è che un movimento continuo. Ogni cosa vi si muove senza tregua: la terra, le rocce del Caucaso, le piramidi d'Egitto, e del movimento pubblico e del proprio. La stessa costanza altro non è che un movimento più languido. Non posso assicurare il mio oggetto. Se ne va fosco e barcollante, di una ebbrezza naturale. Lo colgo in questo punto, come si presenta, nell'istante in cui me ne interesso. Non dipingo l'essere. Dipingo il passaggio.."
MICHEL DE MONTAIGNE - da "LES ESSAIS", Vol. III


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