Loading...
 
  • World
    • No language is assigned to this page.

programma2009-2010

Corso di Composizione Architettonica II / Progettazione Generativa
A.A. 2009/2010

Premessa

Il corso di Composizione Architettonica II / Progettazione Generativa si propone di insegnare sia teoricamente che operativamente l’approccio logico alla Composizione Architettonica attraverso l’operabilita’ propria dei sistemi complessi. Gli aspetti metodologici sono relativi al come ogni singolo progettista, con la propria soggettivita’ ed unicita’, procede dalla formulazione di un’idea alla costruzione di un progetto architettonico.
L’obiettivo del corso e’ formare dei progettisti con una forte identita’ e riconoscibilita’ compositiva che sappiano utilizzare al meglio i propri riferimenti culturali e la propria esperienza per una qualita’ architettonica alta.
La filosofia progettuale di riferimento è la Progettazione Generativa che definisce il “modus operandi” di una connessione dinamica tra l’esistente e la visione progettuale, tra le richieste della committenza e l’espressione dell’identità di progettista, tra i primi schizzi ed il risultato architettonico.
Alla base dell’approccio generativo vi è la considerazione che il progetto è un sistema dinamico complesso e non lineare, la cui dinamicità è identificabile non nelle forme statiche definite come soluzioni ma nei processi di trasformazione che vengono attivati durante la progettazione e che rappresentano il carattere. Lo stile, l’identita’ del progettista. Cosi’ come il “modus transformandi” di una citta’ ne definisce l’identita’ ed unicita’.
Definire logiche di trasformazione significa operare con consapevolezza in termini di riferimenti culturali, scientifici e tecnologici. Questo produce, secondo tradizione, identità progettuale ed ambientale. Infatti un insieme di logiche di trasformazione è un DNA artificiale capace di generare molteplici possibili risultati riconoscibili nell’idea di progetto. DNA artificiale come codice operativo di un sistema dinamico di progressive trasformazioni che, come le logiche frattali, diventa uno strumento progettuale legato alla propria identita’ di progettista e capace di produrre in progress infiniti scenari visionari.
Struttura didattica
Il corso si svolge in due parti, il corso tenuto dal Prof. Celestino Soddu ed il laboratorio tenuto dalla Prof. Enrica Colabella.
La due strutture didattiche sono organizzate come un sistema binario che procede parallelamente nel processo di apprendimento e di sperimentazione operativa trovando, nell’operatività di questa dinamica, sinergie, congruenze e momenti di riflessione atti a produrre consapevolezza della complessità dell’architettura, della città e dell’operare progettuale.

Organizzazione didattica

Il corso si organizza operativamente sulla sperimentazione progettuale.
L’esperienza progettuale si svolge attraverso un percorso progressivo che coinvolge tre temi diversi ed attraverso esercitazioni mirate all’apprendimento ed all’utilizzo di logiche specifiche e tecniche di costruzione di scenari complessi direttamente riferiti ai propri riferimenti culturali.
L’obiettivo delle sperimentazioni compositive del corso è duplice:
1. Identificare, ed utilizzare come logica di progetto, il carattere del contesto in termini “generativi”, ossia il genius loci come modo di trasformarsi del luogo in riferimento all’incremento progressivo delle esigenze e della complessità del sistema. L’identificazione avverrà imparando operativamente a definire, per ogni contesto di progetto, un sistema di codici generativi atti a rappresentare questa identità in progress.
2. Identificare e costruire la propria “identità in progress di progettista” attraverso la formulazione di un sistema di logiche di trasformazione atte a supportare, ed a rendere facili e veloci, le sequenze di scelte progettuali che verranno operate nell’attività professionale. In tali “codici di trasformazione” sarà presente, in progress, per ogni studente il proprio retroterra culturale, scientifico e tecnologico così come verrà a formarsi negli anni dell’apprendimento e, successivamente, negli anni di pratica professionale di progettista. In altri termini viene attivata, nel corso, la prima costruzione del proprio DNA di progettista.

Struttura operativa

Ogni studente, attraverso gli stimoli e le specificità operative proposte, svilupperà un percorso di scoperta progettuale che parte dai propri referenti culturali soggettivi, trasformati in codici di trasformazione, per arrivare a definire un sistema di controllo operativo della propria dinamica progettuale come capacità di risposta creativa ai vincoli strutturali e funzionali del progetto. La sperimentazione progettuale operera’ per arrivare alla realizzazione di molteplici visioni del possibile come multilateralità della propria identità di progettista.
Ogni studente avrà a disposizione una pagina web nel sito del Laboratorio di Progettazione Generativa ed un accesso al wiki del laboratorio stesso (www.generativism.com) dove sono gia’ presenti i percorsi soggettivi di costruzione progressiva della propria identita’ di progettista degli studenti dell’A.A. 2008/2009. Nel wiki ogni studente costruirà in tempo reale la comunicazione del proprio percorso formativo ed avrà sia la possibilità di un blog progettuale sia quella di scambiare opinioni e formulare domande.

Tema di progetto

Non un solo tema ma alcuni temi in progress per sperimentare e costruire la propria identita’ professionale. Ogni studente svilupperà autonomamente (non in gruppo) il proprio percorso progettuale, costruendo scenari dei propri progetti e sperimentando, dall’idea all’esecutivo architettonico, come codificare la propria peculiarita’ ed identita’ di progettista in modo da saper operare velocemente, ma non superficialmente, avendo come finalita’ la qualita’ architettonica cercata.

Risultati ed esami

Verrà formulato un giudizio in progress per le varie fasi del corso, operando sul lavoro comunicato in rete. Tali giudizi in itinere entreranno a far parte del giudizio finale.
Il giudizio finale partirà dalla valutazione sia del lavoro ultimato presentato in rete sia dalla presentazione teorica dello stesso che dovrà mettere in luce la consapevolezza dello studente sulle logiche messe in atto nelle sperimentazioni attuate nel corso e nel laboratorio.
I lavori reputati positivi dalla docenza verranno presentati, nel Dicembre 2010, alla mostra del XIII convegno internazionale Generative Art (www.generativeart.com) sotto forma di posters e gli autori avranno la possibilità di una breve presentazione (in inglese) degli stessi.

Bibliografia

I testi di riferimento verranno posti a disposizione degli studenti in rete. Sono gia’ presenti sia i testi base sia il video di alcune lezioni di presentazione registrate lo scorso anno accademico, oltre naturalmente al lavoro sviluppato dagli studenti. www.generativism.com(external link)
Tra gli altri:
C.Soddu, “Città Aleatorie”, Masson Ed. Milano 1989
C.Soddu, E.Colabella, “Il progetto ambientale di morfogenesi”, Esculapio Ed. Bologna 1992
C.Soddu, “Milano, Variazioni Visionarie. Meta-codici futuristi per l’identità di Milano”, Gangemi Ed. 2005
Ulteriori testi, articoli e riferimenti sono nei siti web:
www.argenia.it(external link)
www.generativeart.com(external link)
www.generativedesign.com(external link) dove sono presenti più di cento tesi di Laurea in progettazione Generativa presentate al Politecnico di Milano di cui C.Soddu e E.Colabella sono stati relatori ed i lavori degli studenti a partire dal 1995.

Laboratorio di Progettazione Generativa
di Enrica Colabella

Programma sintetico:

La Progettazione generativa è una metodologia che elabora codici di progetto come incremento di identità. E’ un approccio avanzato della progettazione architettonica che permette di controllare in progress la qualità e la costruzione di un progetto come sistema dinamico non lineare. Questo si definisce come lingua madre preesistente, come un testo poetico, un brano musicale o un contesto storico architettonico. Il processo costruisce trasformazioni definite da sequenze logiche progressive. Elementi centrali del corso saranno concetti di misura, di topologia e di morfologia.

Obiettivo del corso è la costruzione di codici interpretativi da testi e oggetti architettonici
al fine di renderli operativi e direttamente utilizzabili nell’attività progettuale come risposta alla domanda attuale di conoscenze multidisciplinari.

Le operazioni di progetto sono:

Fase1:
A. Interpretare i propri riferimenti culturali attivando la costruzione di paradigmi indiziari ed organizzativi tali da controllare l’evoluzione dell’idea progettuale sino al controllo tecnico costruttivo in modelli 3D.
B. Costruire modi operativi progettuali, codici che definiscano come trasformare progressivamente il progetto in relazione alle richieste estetiche, funzionali, tecnologiche e costruttive. Questo attraverso la definizione sistematica ed esplicita del corpus di riferimenti culturali, tecnologici e costruttivi come identità professionale riconoscibile.
C. Sondare la soglia di operabilità del sistema come campo aperto all’innovazione conservando i caratteri di qualità in progress.

Fase 2:
Migliorare ed esplicitare la capacità di controllo progettuale della complessità contemporanea dell’architettura trasformando ogni vincolo in occasione progressiva per scelte progettuali in linea con la qualità ed identità cercata.

Fase 3.
Costruire il proprio percorso operativo progettuale, dall’idea alla realizzazione, in modo da soddisfare la pluralità delle richieste, dalla risposta puntuale al bisogno di qualità ed identità urbana alle specifiche necessità funzionali, simboliche e di immagine di ogni utente, sino alla possibilità di rappresentare, nel progetto, il proprio imprinting progettuale come propria identità professionale.
L’obiettivo didattico è leggere la città come un unicum organico, le cui parte storiche vanno incrementate di identità.
Dalla lettura saranno definiti primi caratteri morfologici di una dinamica evolutiva
La regola che costruisce il processo è
1- acquisizione e scelta di testi come descrizione dell’edificio di progetto
2- definizione di un codice come previsione di trasformazione
3- modellazione come risultato di una interpretazione
Questi 3 momenti di progetto stabiliscono una misura come relazione dinamica tra un testo letterario, una realtà ed un’ipotesi di progetto.
A questi corrispondono 3 fasi:
1- di imitazione, il testo descrive il reale letto come in uno specchio .( v. La Prospettiva rovesciata di Florenskji )
2- di transizione, la definizione di codice avvia un processo di trasformazione che si definisce in fieri.
3- di riflessione, il processo morfogenetico porta all’acquisizione della qualità ambientale ipotizzata e del suo possibile incremento,attraverso l’elaborazione di scenari come variazioni di uno stesso codice.
Queste elaborazioni costituiscono una fase importante finalizzata alla scelta di uno scenario di progetto che verrà esplicitato sino nell’esecutivo con rappresentazioni di dettagli tecnologici.
Le lezioni del corso forniranno oltre l’approfondimento del metodo di morfogenesi anche elementi di acquisizione su:
1- Topologia della trasformazione
2- La prospettiva rovesciata di Florenskji,
3- I sistemi non lineari
4- Concetti matematici di misura
5- Morfologia

Bibligrafia

Jules Henri Poincarè, La scienza e l’ipotesi
D’Arcy W. Thompson, Crescita e forma
P. Florenskji, La Prospettiva rovesciata, Gangemi ed.
E. Colabella, Poetry + Math = Bivocal Art, Proceedings International Conference Art and Math, Boulder Univ. Denver, May 2005
E. Colabella “I luoghi di Leopardi” ,www.gerativedesign.com/dis97/98
C.Soddu, E.Colabella, “Il progetto ambientale di morfogenesi”, Esculapio Ed. Bologna
1992
www.generativedesign.com(external link)
www.generativeart.com(external link)
www.generativism.com(external link)


Online Users

6 online users

Minichat

Google Search

 
217.133.30.242
WWW